Documento tecnico predisposto per:

Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)
Commissioni parlamentari — Camera e Senato della Repubblica
Organi di stampa e media specializzati

Roma, Aprile 2026

EXECUTIVE SUMMARY

Il DDL 1619 (Ancorotti), nella sua formulazione attuale, impone alla figura del truccatore professionista gli stessi obblighi strutturali previsti per le onicotecniche (per la sede, la SCIA e il percorso da 600 ore) e per le estetiste (per l'iscrizione all'albo artigiani e la Cassa Artigiani). Questi requisiti — pensati per figure completamente diverse — sono estranei alla natura dell'attività del Make Up Artist e produrranno effetti economici, occupazionali e culturali altamente sproporzionati rispetto agli obiettivi dichiarati della norma, con conseguenze strutturali difficilmente recuperabili nel medio periodo.
 
Il presente documento tecnico, elaborato dalla Federazione Nazionale Make Up Artist (FNMUA), analizza con dati verificabili l'impatto del DDL 1619 (Ancorotti) sull'intera filiera del trucco professionale in Italia. Tutte le stime economiche sono elaborate su dati medi del Nord Italia (provincia), 2026.

Le conclusioni principali sono:
  • Tra 43.000 e 62.000 professionisti truccatori attivi in Italia sarebbero obbligati a sostenere un esame di riconoscimento con costo reale stimato tra 450 e 1.150 € a persona, per un impatto complessivo sulla categoria di 8,75–12,75 milioni di euro
  • Il DDL genera due percorsi obbligatori distinti: (A) il corso da 600 ore per i nuovi professionisti, con costo totale reale 14.850–25.400 € (retta 8.000–12.000 € in mercato captivo senza vera concorrenza, più vitto, alloggio, trasporti e mancato guadagno); (B) il corso preparatorio all'esame di abilitazione per i professionisti già attivi, 15–25 giorni in grandi città, costo totale reale 6.550–12.500 € — tutto per superare un esame su materie estranee al loro lavoro
  • Il percorso formativo include materie non pertinenti all'attività del MUA (tecniche estetiche, onicotecnica, apparecchiature) che non aggiungono alcun valore professionale ma aumentano i tempi e i costi
  • L'obbligo di sede fisica impone investimenti iniziali di ~54.500 € e costi mensili ricorrenti di 3.360 €, a fronte di un reddito medio di settore di ~2.000 €/mese lordi: saldo mensile negativo di -2.078 €
  • La sede fisica verrebbe utilizzata in media meno del 5% del tempo lavorativo effettivo, rendendo l'obbligo privo di qualunque razionalità economica
  • Gli scenari di impatto (abbandono professione, perdita indotto, danno all'immagine del Made in Italy) sono cumulativi, non alternativi: tendono a manifestarsi congiuntamente sulla base delle evidenze comparate
  • Nei principali Paesi europei analizzati non si riscontrano obblighi equivalenti ai MUA freelance: l'Italia si collocherebbe in assoluto isolamento normativo
  • La FNMUA chiede lo stralcio della figura del truccatore dal DDL 1619 e il riconoscimento tramite codice ATECO dedicato nell'ambito della Legge 4/2013



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